Piccola storia degli Arcani Maggiori

La storia del mazzo dei 22 Arcani Maggiori si perde nella notte dei tempi, la sua origine è ancora dibattuta fra gli storici, c’è chi dice che i Tarocchi siano nati in Italia intorno al ‘400 e chi sostiene che invece la sua origine sia egizia associando le 22 lame al leggendario libro di Toth un libro sapienziale di 22 pagine contenente le chiavi per ricevere e conoscere le leggi degli uomini e dell’universo.

Qualunque sia la loro origine le carte dei Tarocchi, con la loro iconografia descrivono e mettono in relazione alcuni archetipi fondamentali che ogni uomo porta dentro di sé, già C.G.Jung si era interessato a questo aspetto delle carte attraverso lo studio comparato dei diversi mazzi individuando le medesime forme archetipiche dietro differenti rappresentazioni iconografiche e liberando in sostanza i Tarocchi dall’interpretazione rigida delle varie tradizioni.

L’interesse verso i Tarocchi non si è mai sopito e nei secoli al di là di studiosi dell’occulto ed esoteristi i Tarocchi hanno ispirato scrittori, poeti, pittori ed illustratori, e spesso ognuno di loro creava un proprio mazzo reinterpretando le figure degli arcani maggiori e minori, alcuni di questi mazzi sono delle vere opere d’arte. Una nuova ondata di interesse verso i Tarocchi è indubbiamente dovuta all’uscita nel 2004 del libro “la via dei Tarocchi” del regista, scrittore e saggista Alejandro Jodorowsky appassionato studioso di Tarocchi e di Marianne Costascrittrice e poetessa sua collaboratrice.

Il Metodo di lettura di Alejandro Jodorowsky

Il merito di Alejandro Jodorowsky è indubbiamente quello di aver divulgato e promosso un metodo totalmente nuovo di interpretare la simbologia dei tarocchi, le “licenze” che Alejandro Jodorowsky si è preso rispetto ad alcune autorevoli tradizioni di interpretazione delle carte, come abbiamo visto, derivano da un approccio analitico al mazzo dei Tarocchi e alla sua simbologia svincolato da una scuola di pensiero particolare ma da un interesse appassionato da ricercatore che trova in C.G.Jung il suo caposcuola e continua in tutte le libere interpretazioni che del mazzo hanno fatto poeti, pittori e scrittori inspirati dal significato delle carte, dalla loro struttura e dalle loro immagini evocative.

Ma il suo grande merito e la sua vera innovazione, a parer mio, è stata quella di liberare il mazzo dei Tarocchi dall’esclusiva di cartomanti e veggenti e liberare tutto il suo potenziale creativo mettendo il Tarot al servizio della nostra interiorità. La lettura dei Tarocchi che propone Alejandro Jodorowsky, come scrive nell’introduzione a “la via dei Tarocchi”,non serve a predire il FUTURO ma rivela a noi stessi quale rapporto abbiamo con la realtà che viviamo.

La stesa dei Tarocchi attraverso le correlazioni che si possono trovare tra le varie figure e la loro simbologia ci racconta quali dinamiche e quali emozioni viviamo rispetto alla domanda che facciamo alle carte. Tutto ciò che ci è accaduto o ci accadrà in fondo appartiene sempre al nostro presente perché è nel nostro presente la possibilità di cambiare il nostro sguardo nei loro confronti. Le carte, così, possono rivelare con quali filtri stiamo guardando la nostra realtà presente ed aiutarci a cambiare il nostro sguardo sulla realtà.

In cosa consiste una lettura?

Il tarologo al contrario del cartomante non si pone mai come il portatore di una verità assoluta e di una sapienza inaccessibile al cliente ma lo accompagna alla scoperta di sé, lo aiuta a mettere a fuoco la situazione che vive e a fare chiarezza intorno al conflitto che lo coinvolge, non è un veggente ma piuttosto un facilitatore che accompagna all’introspezione attraverso il racconto tracciato dalle carte.

La lettura dei Tarocchi consiste nel pescare un certo numero di carte e disporle secondo una struttura che può variare a seconda della domanda, questo schema o “stesa” di carte una volta scoperte viene interpretato in base al contesto della domanda fatta dal cliente e il suo significato approfondito in collaborazione attiva con il cliente in un processo creativo reciproco.

Non saprei spiegare ciò che accade e perché, ma la mia esperienza mi ha reso partecipe di una straordinaria magia! La magia dei Tarocchi, quando la giusta alchimia tra tarologo e cliente lo permette quel che accade e che la stesa degli arcani racconta al cliente una storia che per lui ha significato e lo aiuta a fare chiarezza, elimina la confusione rispetto ad una situazione che lo preoccupava e rende semplice la visione di ciò che prova o che accade rispetto alla sua domanda. E’ come se tutto si ricomponesse in un quadro che il cliente riconosce come suo ma che semplificato dagli arcani gli rivela una realtà che gli sembra nuova e sconosciuta.

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